Giardino di Villa Cusani Tittoni Traversi 2017-07-23T20:48:27+00:00

INFO GIARDINO

Via Lampugnani, 20832, Desio (MB)

Dimensione: 8 hadesio

Data: prima metà XIX sec

Impianto: informale paesistico

cultura@comune.desio mb.it – Tel. 0362 392/235/237

Accesso: libero

Orari: apr-sett, 7.30-20 / ott-mar, 8.30-17.30

Socio ReGiS dal 2008

 

Le origini del sito vengono fatte risalire al 1340 quando Bernabò Visconti fece costruire un castello circondato da aree verdi destinate all’esercizio della caccia. Tra il 1400 e il 1600 il castello venne trasformato in tenuta agricola e villa di rappresentanza. A metà del Seicento la proprietà passò dal marchese Francesco Maria Visconti ad Ottaviano Cusani, che nel 1702 acquistò altri terreni per ampliare il perimetro del giardino, impostato come un ampio parterre alla francese.

Il successivo intervento si deve a Ferdinando Cusani, che nel 1777 acquistò il complesso dei francescani adiacente ai possedimenti della famiglia. Lo stesso Cusani a partire dal 1806 affidò a Giuseppe Piermarini le opere di trasformazione della villa, e ad Antonio Villoresi (inviato dal padre Gian Domenico Villoresi, operante presso il Granducato di Toscana per Leopoldo I) la trasformazione del giardino secondo lo stile informale all’inglese. Presumibilmente ispirato da Ercole Silva (che all’epoca aveva pubblicato la prima edizione del suo trattato Dell’Arte de’ giardini inglesi, 1801), il giardiniere contribuì a farne uno dei maggiori parchi paesistici della Lombardia, anche grazie all’aiuto del figlio, Luigi Villoresi, che qui svolse il suo praticantato prima di diventare il Direttore dei giardini della Villa Reale di Monza.

Nel 1817 la proprietà passò quindi a Giovan Battista Traversi, che incaricò Pelagio Palagi di realizzare, all’interno dei giardini, una torre neogotica, oggi di proprietà privata. Dall’analisi delle fonti iconografiche e delle descrizioni coeve, risulta che la villa aveva all’epoca una conformazione molto simile a quella attuale, mentre il parco aveva dimensioni molto estese e presentava interessanti arredi, oggi in parte scomparsi, quali il Tempietto di Imene, il Caffehaus e la Grotta del Tasso, o il Labirinto di Carpini nei pressi del “Sito dei Cervi”. Era presente anche un laghetto, ritratto nella bellissima tavola elaborata da Giuseppe Levati e pubblicata nella seconda edizione del trattato del Silva.

La residenza fu poi ceduta dal nipote del Traversi, Antona, ad Antonio Tittoni, figlio del prefetto di Perugia Tommaso Tittoni e di Beatrice Antona Traversi, che ne fece un importante luogo di ritrovo di Ministri e uomini di governo.

Lasciata libera dalle truppe polacche nell’ottobre del 1946, la proprietà venne requisita dal Commissariato degli alloggi, con conseguenti saccheggi e devastazioni soprattutto nel parco. Negli anni Settanta il sito fu acquistato dal Comune di Desio, che di recente ha avviato un progetto di riqualificazione, al fine di riportare alla luce l’essenza del parco storico ottocentesco.