Scuola Agraria del Parco di Monza
La Scuola Agraria del Parco di Monza, che ha sede presso la Cascina Frutteto nel Parco di Monza, è Centro di Formazione Professionale di riferimento, su scala regionale e nazionale per l’erogazione di corsi di formazione specialistica, riqualificazione e aggiornamento per tecnici e operatori del verde, giardinieri, arboricoltori e forestali, florovivaisti, fioristi. Fondata nel 1902 ed Ente morale dal 1920, accreditata dalla Regione Lombardia, certificata UNI EN ISO 9001:2008 e qualificata come Ente di Ricerca, da oltre 25 anni promuove formazione e cultura nei settori del verde ornamentale e territoriale, dell’agricoltura multifunzionale, con particolare riferimento all’ortoterapia, della valorizzazione ambientale e della gestione sostenibile dei rifiuti.
Le aree tematiche in cui maggiormente si esplica l’attività formativa della Scuola sono: giardinaggio, progettazione del verde, arboricoltura e tree climbing, agricoltura multifunzionale, ortoterapia, composizione floreale e fattoria didattica.
La Scuola Agraria del Parco di Monza ha festeggiato i 120 anni di Formazione
La Scuola Agraria del Parco di Monza compie 120 anni di vita. È un compleanno importante, da festeggiare con tanti ricordi e tanti traguardi raggiunti.
La mission non è mai cambiata: la promozione di una formazione concreta che possa valorizzare la persona da un punto di vista umano, attraverso la certezza di un lavoro.
Nel corso dei decenni, a cambiare sono stati gli strumenti per rendere la Scuola sempre più attraente, e utile, ai beneficiari. E con qualche cambiamento, dal 1902 a oggi, anche i docenti si sono succeduti, sempre con grande passione e impegno, nel mestiere di ambasciatori di una agricoltura moderna e funzionale.
L’inizio della storia, cento anni fa.
La Scuola Agraria del Parco di Monza nasce in un periodo storico molto critico per l’Italia, sia da un punto di vista sociale sia da un punto di vista economico. Il settore agricolo, in particolare, assisteva, all’inizio secolo scorso, all’esodo dei propri braccianti verso la città, in cerca di nuove opportunità per sostenere le proprie famiglie. Era la donna a soffrirne di più, per il suo delicato e faticoso ruolo all’interno della famiglia, e per la sua scarsa istruzione, e preparazione per il mondo del lavoro. E’ un contesto nel quale solo una donna di cultura, una insegnante di lettere- Aurelia Josz, poteva trovare i giusti stimoli per fondare una “Scuola Rurale”, finalizzata alla istruzione femminile. Il suo intento era quello di colmare l’enorme divario di “genere”, consentendo alle giovani donne di formarsi su diverse discipline, dalle pratiche agricole fino all’educazione domestica. Con qualche, inevitabile, ostacolo politico, e burocratico, l’energica fondatrice milanese riusciva ad inaugurare la “Scuola pratica agricola femminile” (S.P.A.F) con sede a Niguarda, nella villa settecentesca Clerici-Melzi. I primi decenni sono caratterizzati da un forte impulso nelle attività di raccolta fondi. L’obiettivo era quello di consentire alla Scuola di dotarsi, fin da subito, di moderne attrezzature didattiche, e di annettere, successivamente, un convitto, sull’esempio, all’epoca straordinariamente moderno, dei modelli formativi del Belgio, un sistema dal quale la scuola trasse forte ispirazione, accogliendo studentesse da ogni regione di Italia. Solo successivamente alla fine della seconda guerra mondiale, dopo la morte della fondatrice in un campo di concentramento, e la chiusura della scuola decretata dal regime fascista, sarà il Comune di Milano a riportare in attività l’istituzione scolastica, trasferendone la sede nel parco di Monza e ponendo le basi per un rinnovato rilancio nel campo della formazione agricola. Da allora, la crescita è ripresa ad un ritmo costante. Dal 1960 al 1970 la Scuola è impegnata ad aderire alle indicazioni ministeriali, con proposte formative sempre più al passo dei tempi. Dal 1972, quando le competenze dell’istruzione vengono delegate alle Regioni, la Scuola Agraria del Parco di Monza avvia il suo percorso di accreditamento, e comincia a proporre corsi molto innovativi, come lo studio delle piante officinali e altre indagini scientifica all’interno di numerose discipline agricole. In particolare, si sviluppano le attività di ricerca all’interno dell’area dell’orto-frutticoltura, iniziative che hanno consentito la realizzazione dell’attuale frutteto, ricco di varietà diverse, e degli orti, rinnovati annualmente, ed oggi a conduzione biologica, o naturale.
Dalla seconda metà degli anni ’80 la Scuola apre i corsi alla componente maschile, e alla fine degli anni ’90 è già attiva, con originalità e competenza, nella formazione digitale. La scuola progetta ed elabora dispense per le prime forme di studio a distanza. Partecipa alla fondazione della Rete dei Giardini storici Regis. Organizza seminari, convegni e workshop e in tutta Italia.
Gli ultimi 20 anni
La Scuola continua a sviluppare azioni per migliorare la propria offerta formativa, e per essere sempre attinente alle richieste del settore del verde, riqualificandolo soprattutto attraverso abilitazioni professionali e certificazioni. Sono gli anni nei quali la Scuola costruisce intensi rapporti con le istituzioni. Si distingue per far parte del Gruppo di Studio sulla gestione sostenibile dei rifiuti, dal quale, non molti lo sanno, è nata la raccolta differenziata. Siede a tavolo del florovivaismo, promosso dal Ministero delle Politiche agricole forestali, promuove il riconoscimento di nuove figure professionali della Regione Lombardia e lo sviluppo del settore Green attraverso una formazione pratica e professionalizzante.
Tra le aree formative principali, ricordiamo:
Giardinaggio, tecnica e professioni: una formazione completa per diventare un tecnico progettista di spazi verdi o Fiorista (figure inserita nel Quadro regionale delle figure professionali della Lombardia), un Giardiniere professionista, e un Manutentore del verde per avviare la libera professione ai sensi della Legge 154/2016 ex art 12.
Le specializzazioni per i professionisti:
-Tecniche di impianto e gestione del tappeto erboso;
-La posa e la manutenzione di un impianto di irrigazione;
-Il giardino storico;
-Il giardino mediterraneo.
-Il giardino giapponese.
L’Arboricoltura, alberi giovani e monumentali, il bosco e gli alberi forestali, cura e valorizzazione: una formazione in “verticale” per imparare a riconoscere gli alberi ad alto fusto, nella loro crescita e nella cura delle patologie, con le tecniche corrette di potatura.
Le specializzazioni per i professionisti:
-L’utilizzo della piattaforma mobile elevabile;
-Tree climbing (base): lavoro in quota su fune, attività su albero
-Formazione, Modulo base e Modulo specifico B
-L’uso della motosega in sicurezza;
-L’Operatore forestale base e specializzato Decreto della Regione Lombardia 15113_2020
-L’Arboricoltore (figura inserita nel Quadro regionale delle figure professionali)
L’Agricoltura e l’Agroalimentare: una formazione di agricoltura rurale, di richiamo al passato, ma in una chiave moderna, per trasmettere nozioni a tutti gli appassionati e conoscenze tecniche a coloro che vogliono riqualificarsi con un lavoro nei campi o nella trasformazione alimentare. Le specializzazioni sono:
-Tecniche di Orticoltura, convenzionale e naturale:
-Tecniche di potatura delle piante da frutto:
-Il patentino fitosanitario;
-L’allevamento di galline ovaiole,
-Il Casaro, il Birraio artigiano e l’Apicoltore (figure inserite nel Quadro regionale delle figure professionali)
Il verde, esperienza educativa, il verde come inserimento socio-lavorativo
E’ un progetto formativo per la salute di tutti, a partire da chi la deve somministrare. Recente, ma di grande successo e diffusione negli anni 2021 e 2022, (ne abbiamo parlato nei numeri 31 e 32 del Giardiniere), è la formazione della nuova figura per Esperto in orti e giardini del benessere (riconosciuta dalla Regione Lombardia). La Scuola inoltre organizza brevi corsi di orticoltura per giovani autistici e camp estivi per bambini. L’offerta è talmente vasta che risponde correttamente alle politiche attive del lavoro e formazione di Regione Lombardia per sostenere le persone colpite dal fenomeno della disoccupazione o della povertà sociale, per accompagnare al lavoro gli immigrati o riqualificare le donne. La Scuola si relaziona ogni giorno con numerose imprese per l’inserimento lavorativo, e si rivela un’opportunità di incontro permanente, e garantito, di domanda e offerta.
L’affermazione della Scuola come centro di eccellenza formativo lombardo e nazionale continua a permettere a giovani e adulti, donne e uomini di provenienza e professionalità diverse a trovare, come loro stessi dichiarano nelle interviste, nuove esperienze di vita, forse stanchezza e fatica, ma tanta felicità. Era la visione della fondatrice Aurelia Josz. Un sogno che continuerà a crescere.
Presidente Scuola Agraria del Parco di Monza
Paola Martinelli
