Carta Costitutiva

Home>ReGiS>Carta Costitutiva
Carta Costitutiva 2017-02-15T14:19:26+00:00

Rete Dei Giardini Storici (ReGiS) La Rete dei soggetti proprietari o gestori di giardini storici del Nord-Milano e Brianza

Al fine di trovare possibili soluzioni ai comuni problemi di conservazione, uso e gestione di giardini e parchi storici, con particolare attenzione ai siti di proprietà di Amministrazioni locali o Enti territoriali, si costituisce la Rete dei Giardini Storici (ReGiS) del Nord-Milano e Brianza. Essa e’ organizzazione definita come Associazione senza scopo di lucro nel quadro del codice civile artt. 14 e segg., indicata da qui in avanti anche come “Rete” o come “Associazione”. Alla Rete possono aderire anche Istituzioni di ricerca e di didattica sui temi della tutela, conservazione e valorizzazione delle architetture vegetali, nonché organi di tutela delle medesime, partecipando ai lavori del Comitato di Coordinamento (di cui al punto 6) anche con ruolo di consulenza tecnico-scientifica e per i quali non è prevista alcuna partecipazione economica.
La Rete ha sede presso il Comune di Cinisello Balsamo, Centro di Documentazione Storica.
La durata dell’Associazione è fissata fino al 31 dicembre 2022.

1) Partecipanti alla rete

I soggetti che costituiscono l’Associazione sono proprietari o gestori di parchi e giardini storici e altre architetture vegetali e/o interessati a sviluppare attività di fruizione pubblica di siti ovvero sono Istituzioni di ricerca e di didattica e Organismi di tutela (Direzioni Regionali e/o Soprintendenze del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) impegnati sui temi della tutela, conservazione e valorizzazione delle architetture vegetali.
Possono richiedere l’adesione istituzioni pubbliche e private che intendano conseguire le finalità dell’Associazione e possano contribuire al raggiungimento di tali finalità.
L’ammissione viene deliberata dal Comitato di Coordinamento, a maggioranza assoluta.

2) Patrimonio oggetto d’interesse

Il patrimonio oggetto d’interesse è costituito dalle architetture vegetali storiche, con particolare attenzione per i parchi e giardini annessi a ville, palazzi e altri edifici storici, nonché parchi urbani pubblici.

3) Finalità

– Conservare il patrimonio storico, architettonico, paesaggistico, naturale, ambientale, urbanistico;
– Costituire elementi del sistema delle architetture vegetali pubbliche e private, urbane e extraurbane, storiche e recenti, del territorio, ai fini di una qualità complessiva dei luoghi di vita delle popolazioni, del mantenimento/costruzione della loro identità;
– Ospitare iniziative didattiche, educative e di studio;
– Costituire cultura e prevedere forme di comunicazione rivolte a differenti tipi di pubblico e in particolare agli studenti;
– Partecipare a bandi per progetti regionali, nazionali e/o internazionali;
– Cooperare e prestarsi reciprocamente assistenza, dal punto di vista tecnico e scientifico, tramite la raccolta e lo scambio di esperienze e di attività.

4) Attività della Rete

– Condivisione di informazioni e scambio di esperienze di reciproco interesse per la tutela, la conservazione, la gestione, la manutenzione e la valorizzazione delle architetture vegetali storiche partecipanti alla Rete, anche in merito alle nuove progettazioni, ai problemi di uso e di compatibilità/adeguatezza degli usi, al rapporto con il contesto;
– Comunicazione rivolta agli utenti esterni alla Rete, sia attraverso l’ideazione, la cura e l’aggiornamento di un sito web, sia mediante la produzione di materiale informativo;
– Promozione e condivisione di attività di valorizzazione del patrimonio naturale dei siti e delle loro potenzialità;
– Promozione di attività di didattica e di educazione, attraverso la diffusione della cultura dei giardini e di altre “architetture vegetali”, l’individuazione di temi di comune interesse quali la tutela e la qualificazione del contesto paesaggistico di cui essi sono parte integrante, la conoscenza della vegetazione;
– Promozione di attività di aggiornamento del personale tecnico e scientifico, con l’individuazione di comuni obiettivi formativi;
– Individuazione di temi che consentano la promozione di indagini comuni o coordinate con centri di ricerca universitari e non;
– Ideazione e promozione di attività condivise per la partecipazione a bandi regionali, nazionali e internazionali, i cui progetti e relativi quadri di cofinanziamento saranno sottoscritti dal Presidente e approvati dal Comitato di Coordinamento. In caso di urgenza potranno essere sottoscritti dal Presidente e successivamente sottoposti alla ratifica del Comitato.

5) Impegno dei soggetti partecipanti alla Rete

I soggetti aderenti alla Rete si impegnano a promuovere e attivarsi affinché quanto definito nella presente carta costitutiva si realizzi.
Ciascun associato all’atto dell’ingresso nella Rete deve versare euro 2000,00 una tantum quale quota del Patrimonio Associativo.
Il Politecnico di Milano e le altre Scuole non partecipano alla costituzione del patrimonio associativo, ma partecipano esclusivamente con prestazioni di opera scientifica, per cui non sono tenuti a detto versamento, ne’ ad alcun reintegro e/o partecipazione in aumento del patrimonio associativo.
Gli associati, con l’esclusione del Politecnico di Milano, delle altre scuole, e degli Organismi di tutela, sono impegnati a versare per ciascun anno la quota associativa annuale di contributo per il funzionamento ordinario, di importo massimo pari a euro 2.500,00, fissata anno per anno entro detto limite dall’assemblea a maggioranza assoluta degli associati, in sede di approvazione del preventivo, su indicazione del Comitato di Coordinamento.
Gli associati, con l’esclusione del Politecnico di Milano, delle altre scuole, e degli Organismi di tutela, sono impegnati a versare per ciascun anno, ove necessario, un contributo per l’eventuale ripiano delle spese di funzionamento, che sarà deliberato dall’assemblea a maggioranza assoluta degli associati, in sede di approvazione del consuntivo, su relazione del Comitato di Coordinamento.
Le Istituzioni Universitarie, le altre Scuole, gli Organismi di tutela e gli Enti Pubblici sono altresì esclusi da qualsiasi versamento dovuto a obbligazioni assunte sia dall’Associazione per conto proprio sia per conto di singoli associati ove questi siano divenuti inadempienti. Quindi gli altri Associati si assumono le conseguenti obbligazioni assicurando in tal senso ampia e completa manleva alle Istituzioni Universitarie, alle altre Scuole, agli Organismi di tutela e agli Enti Pubblici per ogni azione e/o pretesa rivolta verso gli stessi e/o l’Associazione da parte di terzi e derivanti da obbligazioni dell’Associazione medesima. La suddetta manleva è riportata nell’atto costitutivo della Associazione sottoscritto dai Soci e un apposito atto integrativo di pari contenuto verrà sottoscritto da eventuali nuovi Soci.
Qualora l’Associazione si associ ad altre Associazioni, previa deliberazione dell’Assemblea, la quota di iscrizione è prelevata dal Fondo associativa o ricavata con modalità deliberate dall’Assemblea.

6) Comitato di Coordinamento

Il Comitato di Coordinamento è costituito da un rappresentante per ciascun socio – ossia Soggetto istituzionale che ha deliberato l’adesione all’Associazione – il quale è tenuto a comunicare al Presidente nomi e recapiti di un delegato politico e di uno o più delegati tecnico-amministrativi per la partecipazione alle riunioni e ai tavoli di lavoro.

Al Comitato di Coordinamento (o Comitato di Gestione) partecipano quindi i delegati dei Soci Ordinari della ReGiS, da distinguersi dai Partecipanti (rappresentanti di Enti e Istituzioni o privati che danno la loro disponibilità per collaborare al perseguimento dei fini dell’Associazione) e dai Sostenitori (che mettono a disposizione risorse umane, economiche o strumentali per il perseguimento dei medesimi).

Il Comitato di coordinamento ha tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della associazione, approva il bilancio, delibera sulle modificazioni dello Statuto, nonché sullo scioglimento dell’Associazione e nomina il Presidente, scegliendolo al proprio interno, definendone compiti, natura e durata dell’incarico.

7) Presidente del comitato

Il Presidente è un membro del Comitato, eletto tra quelli che dichiarano la loro disponibilità. Svolge attività di raccordo e mette a disposizione le strutture della propria sede per le attività di segreteria del Comitato di Coordinamento.
I compiti di Presidente sono affidati, per la frazione di anno solare dalla costituzione e per il successivo anno solare, al rappresentante del Comune di Cinisello Balsamo (MI) – Centro di Documentazione Storica. Tale nomina, deliberata allo scadere del periodo dal Comitato di Coordinamento, è stata confermata alla dott.ssa Laura Sabrina Pelissetti.

8) Compiti, Attività, Durata del comitato

Il Comitato assume pieni poteri sia gestionali che tecnico-scientifici all’atto costitutivo della Rete, promuovendo e organizzando gli incontri necessari per attivare lo scambio delle esperienze  e  la programmazione delle attività comuni assume inoltre i seguenti compiti: esprimere pareri inerenti la progettazione e l’esecuzione dei programmi dell’Associazione e su tutte le materie attinenti lo sviluppo e la diffusione di conoscenze tecnico-scientifiche nel settore di interesse della Rete; esprimere, inoltre, pareri e suggerimenti sulle iniziative scientifiche e culturali da assumere per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione.

Per  tali scopi elaborerà delle regole per il proprio funzionamento, si riunirà e individuerà le priorità e le azioni, oltre che gli interlocutori istituzionali (e non) – che saranno tenuti a partecipare ad ogni riunione – per dare corpo ai propri orientamenti.

E’ compito del Comitato valutare eventuali nuove proposte di adesione e ampliare la lista dei soggetti aderenti alla Rete, che si assumeranno gli impegni contenuti nel presente documento.

 

Note:

PATRIMONIO OGGETTO D’INTERESSE
Possono essere oggetto di interesse e di intesa anche le altre categorie di architetture vegetali presenti nel territorio quali:

  • piazze, passeggi, viali, arborei urbani, sistemazioni vegetali lungolago/lungofiume
  • architetture vegetali di edifici pubblici o di uso pubblico, quali ospedali, scuole, caserme, stazioni, chiese, terme, ecc…
  • architetture vegetali commemorative, quali cimiteri, vie crucis, parchi/viali/piazze della Rimembranza, monumenti a personalità e/o eventi storici, culturali, politici, ecc.
  • alberature stradali extraurbane
  • quartieri giardino, arredi vegetali di quartieri di edilizia pubblica
  • giardini pensili, giardini verticali, alberi monumentali
  • architetture vegetali di autori contemporanei storicizzate
  • arredi vegetali di zone archeologiche
  • ecc.

Ciascuno di questi siti può essere costituito da individui vegetali, manufatti inanimati, o entrambi, organizzate in una vera e propria architettura, con specificità compositive, materiche, funzionali, simboliche, culturali, ecc.
L’interesse storico di tali architetture le rende parte del patrimonio dei beni culturali, il loro carattere naturale li rende parte delle risorse naturali e ambientali ; la loro specificità di architettura contribuisce alla definizione dei caratteri paesaggistici dei luoghi e li rende risorsa per l’organizzazione urbanistica e territoriale.
Le architetture vegetali, in quanto elementi legati ad altri da relazioni spaziali, visive, funzionali, simboliche, sono parte dei sistemi di paesaggio che costituiscono i caratteri paesaggistici dei luoghi, nelle loro specificità fisiche e di significato. Tali sistemi possono esserci pervenuti con una loro unitarietà/integrità, o averla perduta, in parte o in toto, fino a costituire dei semplici “resti”. Essi possono far parte di sistemi più vasti.
Le architetture vegetali possiedono sempre dei rapporti spaziali, funzionali, simbolici visivi, culturali, storici, ecc. con contesti fisici, che contribuiscono a caratterizzare e da cui sono caratterizzati, alle diverse scale (contesti : ravvicinato, intermedio, lontano).

RIFERIMENTI CULTURALI E OPERATIVI
Per i criteri di conoscenza, conservazione, tutela, gestione valorizzazione uso delle “architetture vegetali” storiche si fa riferimento alla Carta italiana dei giardini storici (Firenze 1981) e ai Criteri per la tutela, la conservazione e l’uso delle architetture vegetali, del Regolamento Verde della Regione Lombardia, 1987, nonché al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (2004) e alla Convenzione Europea per il Paesaggio (Firenze 2000).