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Lainate
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Indirizzo: Parco di Villa Visconti Borromeo Piazza Vittorio Emanuele II – 20020 Lainate
Ente proprietario Comune di Lainate
Soggetto gestore: Comune di Lainate, Associazione Amici di Villa Litta
Tipologia di parco: giardino formale – parco paesistico
Dimensioni: 4 ha
Epoca: XVI – XX secolo
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DESCRIZIONE
Il Ninfeo e il Parco di Villa Borromeo Visconti Litta costituiscono le principali fonri di richiamo ed attrazione della Villa ed un elementi di qualificazione paesistica della città di Lainate. La superficie dell’intero complesso monumentale è di circa 52.000 mq ed è lambita, sul lato Nord – Ovest, dal canale Villoresi.
Negli anni ’30 del Novecento il parco è stato oggetto di un consistente intervento di restauro realizzato dall’Architetto Giuseppe Tramajoni, il cui impianto, nonostante le numerose vicissitudini del parco nel secondo dopoguerra, si è mantenuto fino ad oggi.
A Nord della villa, lungo l’asse prospettico che, attraversando il Ninfeo, giunge sino al perimetro settentrionale del sito, è stata conservata, seppure con consistnti interventi, l’area del giardino informale, realizzata nel corso del XIX secolo.
A nord del Ninfeo è stato invece mantenuto lo schema dei quattro parterre collocati intorno al gruppo scultoreo della fontana di Galatea. Nel giardino prospettante il fronte Ovest del palazzo sono presenti il teatro all’aperto, le gallerie dei Carpini ed il labirinto, oltre al Giardino delle Esperidi, i cui quattro settori rettangolari hanno come fulcro la fontana del Tritone.
Suggestivo è l’effetto prospettico che si può ammirare entrando dall’ingresso principale, attraversando il Cortile Nobile, la Rotonda di Mercurio, il giardino alla francese, l’Atrio dei quattro Venti, il giardino all’italiana, fino all’esedra terminale in cui si può ammirare il gruppo scultoreo che rappresenta il ratto di Proserpina, attribuito alla scuola del Giambologna.
STORIA
Agli inizi del 1400 il Conte di Aona, Vitaliano Borromeo, acquista da feudatari i territori di Lainate con annesse cascine e fabbricati rurali, ivi compresa la dimora di campagna che rappresenta il primo nucleo della villa. Nella seconda metà del XVI secolo il Conte Pirro I Visconti Borromeo, figura di spicco della Milano tardo cinquecentesca e consigliere del Duca I Gonzaga, avvia la ristrutturazione della casa rurale e, pur mantenendone la funzione agricolo-produttiva, la trasforma in una villa di delizia, realizzando i giardini e facendo costruire il Palazzo delle Acque, meglio conosciuto come il Ninfeo. Pirro I, nella progettazione del complesso, si ispirò ai modelli delle ville dei nobili toscani e allo stile architettonico di Roma cinquecentesca, come testimoniano dalle similitudini con edifici come il Ninfeo di Villa Giulia o Villa Adriana a Tivoli. Inoltre raccolse numerose idee innovative e le concentrò nel Ninfeo realizzando un progetto di assoluta originalità. La presa ,la raccolta e la distribuzione dell’acqua che alimenta le fontane e i giochi d’acqua venivano e vengono azionate dalla meccanica di un pozzo e non dalla forza idraulica di un ruscello.
Questo progetto è opera di Augustinus de Ramellis de Melanzana (Agostino Ramelli), ingegnere militare che lavorò anche per Giangiacomo Medici.
La bellezza del complesso lo pose al centro dell’attenzione della nobiltà lombarda, fu sede di feste e ricevimenti ed ospitò, in visita ai giardini e alle fontane, letterati, artisti, poeti e conoscitori d’arte.
Vicende matrimoniali e familiari fecero subentrare nella proprietà della villa la famiglia Arese.
All’inizio del XVIII secolo il conte Giulio Visconti Borromeo Arese fece costruire un nuovo palazzo affiancato a quello preesistente. La costruzione del nuovo ufficio comportò la necessità di un ampliamento del giardino con la creazione di un asse prospettico in direzione ovest, corrispondente al fronte principale del nuovo palazzo e costituito da una doppia scarpinata culminante nell’esedra del teatro all’aperto.
Nel 1745 la proprieà passa alla famiglia Litta, quando Paola visconti Borromeo Arese sposò il marchese Antono Litta.
Con la famiglia Litta il parco, la villa ed il Ninfeo raggiunsero il massimo splendore grazie agli imponenti lavori di ristrutturazione, agli abbellimenti nei giardini e alla realizzazione delle fontane monumentali di Galatea e Nettuno.
Il sito venne completato definitivamente nel corso del XIX secolo con la trasformazione del settore Nord, fino ad allora designato a violento, in giardino paesistico ad opera dell’architetto Luigi Canonica e con la realizzazione del giardino degli agrumi e delle serre realizzate con struttura in ferro e riscaldate per la coltivazione di specie esotiche.
Dopo un decennio di completo abbandono il parco fu acquistato negli anni’30 dal Cavaliere Alberto Toselli che incaricò l’architetto Giuseppe Tramajoni di realizzare un complesso restauro del sito che venne acquisito dal Comune di Lainate nel 1971.
Da quando è diventato di proprietà comunale il parco è stato aperto al pubblico: sia il giardino alla francese sia il giardino all’italiana, entrambi sul lato est del parco, costituiscono parte integrante del percorso di visita guidata e sono percorribili in occasione dell’apertura del Ninfeo e dei giochi d’acqua, da Maggio a Ottobre.
Il giardino degli agrumi, da poco restaurato, la ricostruita galleria dei Carpini, il giardino all’inglese, a Nord – Ovest, sono frequentati tutto l’anno, festivi compresi, negli orari di apertura al pubblico.
PROBLEMATICHE DI CONSERVAZIONE E MANUTENZIONE
Numerosi e urgenti sono stati gli interventi di manutenzione straordinaria effettuati sul Ninfeo e sul Palazzo, a seguito dell’acquisto da parte dell’Amministrazione Comunale negli anni ’70. Ciò ha impedito di intervenire in modo altrettanto sistematico sul parco storico che, a causa della carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria, ha subito nel tempo un preoccupante degrado.
La manutenzione del parco è effettuata da una società esterna che ha avuto in appalto la gestione dall’Amministrazione Comunale.
La posizione centrale del parco fa sì che esso venga utilizzato a volte in modo improprio, solo come struttura di attraversamento da chi, provenendo da Ovest e fruendo del nuovo ponte pedonale realizzato sul Villoresi, ha la necessità di raggiungere l’altro lato della Città.
Con la realizzazione della nuova scarpinata lo spazio di fruizione al pubblico è oggi più ampio e necessita dunque dell’intensificazione della sorveglianza.
Bibliografia
ANZANI A. (a cura di),Villa Borromeo Visconti Litta Lainate
Guida illustrata di Villa Borromeo Visconti Litta - 2004
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