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Desio

Indirizzo: Villa Cusani Traversi Tittoni
Via Lampugnani - 20033 Desio
Ente proprietario/Soggetto gestore: Comune di Desio
Tipologia di parco: parco paesistico
Dimensioni: 10 ha
Epoca: prima metà XIX secolo

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DESCRIZIONE

Il Parco di Villa Tittoni fa parte di un ampio complesso, oggi in parte ridimensionato rispetto all’estensione che aveva fino alla prima metà dell’Ottocento, costituito dalla Villa e dalle case coloniche antistanti. Come testimoniato dalla Carta del Brenna, del 1840, l’impianto conservava ancora alcuni elementi formali: i viali a tridente che strutturavano la parte orientale del parco, di cui oggi sono ancora leggibili le tracce, il labirinto di carpini, una vasca circolare coronata da ippocastani e una vasta porzione a parco paesaggistico che si estendeva intorno al laghetto. Di quest’ultima parte purtroppo non rimane alcuna traccia a causa di una successiva lottizzazione.
Attualmente il complesso del giardino e della villa sono di proprietà comunale.
Il Parco di Villa Tittoni rappresenta l’unica area a verde pubblico di estensione significativa all’interno del territorio comunale, inoltre la qualità estetica e la ricchezza del complesso arboreo, composto da più di 700 esemplari, rendono il parco tra più importanti non solo della città di Desio, ma di molti altri comuni limitrofi.

STORIA

Le origini del sito vengono fatte risalire al 1340 quando Bernabò Visconti fece costruire, sul sito dove sorgerà la Villa, un castello circondato da aree verdi destinate all’esercizio della caccia. Tra il 1400 e il 1600 il complesso subisce numerosi rimaneggiamenti e la struttura castellana si trasforma in villa con funzioni di rappresentanza e gestione delle aree agricole circostanti.
Nella prima metà del Seicento la proprietà passa alla famiglia Cusani che ne amplia il perimetro e fa realizzare un giardino di impianto formale di cui non rimane alcuna traccia.
Nel corso dell’Ottocento il complesso assume la sua conformazione definitiva: nel 1806 Ferdinando Cusani affida a Giuseppe Piermarini le opere di trasformazione della villa e ad Antonio Villoresi il ridisegno del giardino che diviene uno dei maggiori parchi paesistici della Lombardia.
Nel 1817 la proprietà passa a Giovan Battista Traversi che conferisce a Pelagio Palagi l’incarico di realizzare, oltre ad alcuni interventi sul giardino e sulla villa, una torre neogotica all’interno dei giardini del parco, oggi di proprietà privata.
A partire dalla seconda metà del XX secolo ha inizio un progressivo degrado del sito che, negli anni Settanta, viene frazionato e in parte acquistato dal Comune di Desio.

PROBLEMATICHE DI CONSERVAZIONE E MANUTENZIONE

Nedi decenni passati l’ impianto originario è stato alterato sia da piantagioni di esemplari avulsi dal contesto botanico e disposti casualmente, sia dal degrado indotto dalla vegetazione spontanea e dall’affermarsi di specie infestanti che, nelle aree più marginali, hanno preso il sopravvento.
Nel corso degli anni inoltre le eccessive ed improprie attività svolte all’interno del parco hanno depauperato dal vero concetto di giardino per il quale esso è stato concepito ed hanno compromesso il disegno dei percorsi storici. L’amministrazione comunale negli anni passati ha avviato un progetto di riqualificazione, previo censimento del patrimonio arboreo del parco, al fine di riportare alla luce l’essenza del parco storico ottocentesco. La puntuale analisi svolta, la definizione della tipologia di manutenzione necessaria ed il progetto di restauro sono state il punto di partenza per la programmazione di una serie di interventi che in parte sono stati realizzati ma che, per il loro completamento e mantenimento necessitano di:
- una squadra specializzata di giardinieri per garantire un’idonea e costante manutenzione;
- limitare l’utilizzo improprio degli spazi erbosi;
Nel 1994 è stato affidato l’incarico per il censimento del patrimonio arboreo e successivamente ha avviato la redazione del Piano del Verde che ha portato all’elaborazione di un progetto preliminare finalizzato alla riqualificazione del giardino storico, alleggerendolo dal carico di funzioni improprie, riproponendo elementi compositivi persi nel tempo, quali la presenza d’acqua e il colore delle fioriture, ed usufruendo delle aree di ampliamento per l’ubicazione delle attrezzature ludiche. L’obiettivo perseguito è stato quello di riordinare il giardino storico in tutto il suo significato senza rinunciare al soddisfacimento di nuove esigenze legate alla fruizione.
Dallo studio è emerso che il giardino di Villa Tittoni si configura come l’unica area verde della città soggetta ad un utilizzo sovradimensionato non consono al valore storico del sito e, nonostante la sua immagine odierna richiami alla memoria l’assetto paesaggistico ottocentesco, esso si presenta depauperato sia intermini di superficie che in termini di elementi caratterizzanti.
A seguito del progetto di ristrutturazione l’amministrazione ha eseguito un intervento di riordino consistente nella potatura e nella rimonda del secco, e soprattutto nell’abbattimento e nella sostituzione delle essenze malate o di statica precaria, tra le quali anche il gigantesco, duecentenario platano posto presso l’ingresso principale.
Oltre ai consistenti lavori di riordino del patrimonio arboreo eseguito, gli interventi realizzati negli ultimi anni hanno riguardato principalmente la cura e la manutenzione degli elementi di arredo urbano, oltre alla manutenzione della recinzione in ferro e della muratura che delimita il parco.
Solo negli ultimi anni si è cercato di riqualificare l’immagine di giardino storico portando all’esterno alcune attività che impropriamente si svolgevano all’interno del parco e riordinandolo senza però rinunciare al soddisfacimento delle nuove esigenze legate alla fruizione ludica del parco.

Bibliografia

Le ville di delizia della provincia milanese: problematiche di riutilizzo e di gestione a confronto: atti del convegno del 17 maggio 2003, Villa san Carlo Borromeo, Senato, Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Milano.
FARIELLO A. I giardini nella letteratura: dal giardino classico al giardino paesistico, ed. Balzoni, 1998

     
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